
di Giulia Mattioli
Sono numerosi e conclamati i benefici del coltivare l’orto, il giardino, le piante in vaso. I primi studi risalirebbero addirittura alla seconda metà del 1700, quando ci si rese conto dei benefici psicofisici che occuparsi di giardinaggio e orticoltura aveva sui pazienti affetti da disturbi.
Diversi terapisti e studiosi cominciarono a proporre, a partire dal 1800, il gardening come coadiuvante alle cure di malattie mentali, rendendosi presto conto dell’influenza positiva che la floricoltura, l’orticoltura, il giardinaggio in generale avevano sui casi clinici.
Negli anni la garden therapy o horticoltural therapy venne sempre più avvalorata da studi di settore, e ancora oggi è proposta in diversi percorsi di riabilitazione. Esistono studi, come quello pubblicato sulla rivista scientifica del National Center for Biotechnology Information (LINK)*, che associano la garden therapy al rallentamento della demenza senile, ad una minore percezione del dolore, ad una più efficace riabilitazione in seguito a traumi, infarti, oltre che alla riduzione dello stress in persone (i soggetti dello studio erano anziani) che stanno affrontando malattie importanti.
Ma non occorre andare a scavare nei casi clinici più disparati per comprendere dove stanno i benefici del giardinaggio: i suoi effetti positivi oggi vengono riscontrati su qualsiasi soggetto vi si dedichi come efficace attività anti-stress, distensiva, rilassante. Dedicarsi al giardino (o all’orto sul balcone) ha proprietà calmanti che sono ben evidenti, ma non solo. Si pensa infatti che prendersi cura delle piante sia un ottimo metodo per combattere la depressione e innalzare l’autostima, per aumentare le capacità di problem-solving, per socializzare, e per aumentare le abilità motorie. Occuparsi di una piantina favorisce uno stato mentale positivo, perché incoraggia uno sguardo verso il futuro, richiede impegno ma anche speranza, implica la soddisfazione di veder nascere qualcosa di bello dalle proprie mani e grazie alle proprie cure.
Ai benefici legati alla sfera mentale si associano poi quelli di tipo fisico: il movimento, l’esposizione al sole e all’aria aperta, e, non ultima, la possibilità di mangiare verdura controllata. La garden therapy è appagante e soddisfacente, e sazia un bisogno ancestrale di contatto con la terra, oltre a creare un legame emotivo, sentimentale, con la natura. Esiste molta letteratura in merito ai benefici del giardino come cura psico-fisica, come ‘Conoscere la garden therapy’ di Laura Rangoni, o ‘Healing Garden’ di Monica Botti, ‘Il giardino che cura’ di Cristina Borghi, ‘Il giardino come spazio interiore’ di Ammann Ruth.
*http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3372556/